Mission

MISSION (misto olio su tela – 50x70 – 2018)
Hassan, bimbo Siriano di 7 anni, nato e vissuto ad Aleppo. Conosce solo la guerra. Sogna la pace ma non sa esattamente cosa sia.
Chiudere la guerra, la sofferenza, la distruzione in una valigia e spingerla via … è la sua missione.
Non è solo una semplice valigia per un viaggio. Il bimbo che vive in un paese in guerra, da sempre un bimbo che sembra non avere futuro, non avere via d’uscita. Un bimbo che nonostante tutto è un bimbo e come tutti i bambini, gioca. Gioca con un pallone, gioca a nascondino, gioca persino alla guerra tra le rovine e macerie della sua stessa casa.
Sembra un girotondo dove a furia di girare, anche i ruoli si sono mischiati. Non si capisce più chi è il buono e chi è il cattivo, chi è colpevole e chi è innocente. L’unica evidenza è la sofferenza, la sofferenza dei più piccoli, gli unici innocenti e gli unici in grado a poter portare a termine una missione. E’ a loro che io ho affidato la mission. La mission del loro futuro.
La vecchia valigia è una giovane mente, colui che ha un sogno, il sogno della pace. La valigia deve contenere tutti i vecchi pensieri di prevaricazione, tutte le differenze, fazione, religione, razza, l’appartenenza a l’una o l’altra tribù. Problemi antichi ma sempre in voga.
La missione di un simbolismo, di mettere tutte le cose negative in una valigia e spingerla via il più lontano possibile. Per poter avere la pace, costa però anche tanti sacrifici perché è inevitabile che nella valigia finiscano anche persone a te care, le tue cose e il tuo amore. Ancora una volta la pace impone un sacrificio. C’è speranza.

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